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Ripensandoci qui.
Sui ciottoli,
di questa mattina grigia
riposo,
tra una pulce
ed un altra.
L'acqua è cristallo;
suona nei miei capelli.
Le piante nude
sollevano polveri;
cadono lente,
luccicanti,
il cristallo piange.
Schiene curve
e casacche puzzolenti,
portano lecce stella
luccicanti il canto di morte,
la loro livrea
è una tragedia
d'occhi strabuzzati.
(come biglie nere)
La morte
ha un suo teatro!
(Sventola qui i suoi drappi fradici)
Questo è il palco
del mio mare.
Il freddo stringe foulard
ai loro posti;
dita chiuse, ruvide,
di sangue
e d'opercoli rosa.
Cumuli grigi,
disegnano scuri
sullo specchio lontano.
Ed io continuo a cercarti là,
oltre le boe rosse,
rosse come fegato di vitello,
sviscerato e nudo.
Innanzi le mie domande,
ti respiro tutto,
mare mio.
E non trovo risposte
al tempo che fu nostro.
Sgomento.
M.M. 27/02/2026